La Verona Improvisers Jazz Orchestra è orgogliosa di presentare il nuovo spettacolo dedicato ai temi tratti dallo storico festival di Woodstock.

Il festival di Woodstock si svolse a Bethel, una piccola città rurale nello stato di New York, dal 15 al 18 agosto del 1969, all'apice della diffusione della cultura hippy, che voleva aggregare con "3 days of peace and music". Si trattò anche dell'ultima grande manifestazione del movimento, che da allora si diffuse sempre più pure fuori dagli Stati Uniti, dove era nato, ma senza la coesione e l'originalità che avevano permesso negli anni Sessanta eventi come il Monterey Pop festival, la Sommer of Love a San Francisco e, appunto, il festival di Woodstock.


Woodstock era stato ideato come un festival di provincia (e come "An Aquarian Exposition", il nome, dal tono modesto, con cui era pubblicizzato); ma accolse inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo fonti non certe, addirittura un milione di persone); trentadue musicisti e gruppi, fra i più noti di allora, si alternarono sul palco; l'esibizione non smise che un giorno dopo il previsto (era stato programmato sino al 17): così il festival ebbe una grande carica simbolica, che richiama ancora oggi, ma, soprattutto, fu un grande evento della storia del rock.

Fedele alle linea artistica che ha sempre caratterizzato la sua attività, la Verona Improvisers propone le celebri melodie del festival di Woodstock, arricchendole però con armonizzazioni e colori propri di quella tradizione orchestrale  moderna che, partendo dai lavori di Gil Evans e George Russell, passa attraverso gli esperimenti di Carla Bley e Bob Brookmeyer per giungere alle contemporanee forme compositive elaborate da Maria Schneider, Dave Holland, Kenny Wheeler e dai musicisti europei legati al cosiddetto suono "Ecm".

 

Per un'operazione tanto ambiziosa, l'orchestra si è avvalsa della collaborazione di alcuni tra i migliori arrangiatori della scena jazz italiana. Ecco l'elenco dei brani che sono stati selezionati:

- White Rabbit (Jefferson Airplian) arrangiata da Gianluca Tagliazucchi;

- Black Magic Woman (Peter Green) arrangiata da Gianluca Tagliazucchi;

- Try (Janis Joplin) arrangiata da Roberto Rossi;

- Stairway to Heaven (Led Zeppelin), Light my Fire (the Doors) e Smoke on the Water (Deep Purple) arrangiati in un'unica medley da Ambrogio de Palma;

- Pinball Wizard (the Who) arrangiata da Oscar del Barba;

- Angel (Jimi Hendrix e Tom Malone) dall'arrangiamento originale di Gil Evans, trascritta da L. Baldin, adattamento a cura di Roberto Piva;

- Little Wing (Jimi Hendrix) dall'arrangiamento originale di Gil Evans, trascritta da L. Baldin, adattamento a cura di Roberto Piva;

- Whit a little help from my friends (Lennon McCartney) arrangiata da Ettore Martin;